20 Giugno 2017 – La chiave della conoscenza

La Sapienza in un antico inno di se stessa dice:

«Io sono la madre del bell’amore, e del timore,
e della scienza, e della santa speranza. In me è
ogni grazia di via e di verità, in me è ogni
speranza di vita e di virtù. Venite a me voi tutti
che mi bramate, e saziatevi dei miei frutti,
poiché il mio ricordo è più dolce del miele,
e il mio possesso supera il miele e il favo…»

Così i mistici asceti della Tradizione segreta d’Israele cantavano la Sapienza per esperienza personale, diretta, di quella realtà celeste che ci consente di conoscere noi stessi e la nostra origine, di scoprire il creato e Dio stesso, appagando così la nostra sete di verità, di eternità, di amore infinito. La Sapienza era un tema privilegiato della gnosi giudaica, ma affonda le sue radici nell’antico Egitto e oltre ancora e arriva fino a noi lungo un percorso affascinante, rivelandosi e velandosi in conformità ai tempi fino a rivelarsi pienamente ai giorni nostri.

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12 Maggio 2015 – La meditazione sul simbolo

Martedì 12 Maggio, alle ore 21.15, incontro a ingresso libero dal titolo “La Meditazione sul Simbolo”. Relatore: Daniele Corradetti.

Etimologicamente il simbolo è un segno come pure vuol dire mettere insieme. Queste due etimologie ci permettono di capire due concetti fondamentali del simbolo:
• il primo è che il simbolo è il segno cioè l’espressione visibile di una realtà invisibile;
• il secondo è che il simbolo mette insieme ovvero lega, queste due realtà fra di loro le trasferisce una nell’altra come due vasi comunicanti
Può essere un grafico, può essere un gesto, una parola, qualsiasi cosa che si faccia il veicolo di un’idea o di una realtà non direttamente percepibile…

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