20 Marzo 2018 – Neurofisiologia della meditazione

A Firenze martedì 20 marzo alle ore 21, presso la sede dell’Associazione Archeosofica, Lungarno Guicciardini 11/R, prosegue il ciclo di incontri dal titolo “Psicologia proibita” a cura del Dottor Massimiliano Galastri, psicologo e ricercatore, con una conferenza dedicata alla “Neurofisiologia della meditazione”. Ingresso libero.

La scienza si sta sempre più occupando della meditazione e di altri stati di coscienza non ordinari, spesso con il semplice scopo di osservare nuovi fenomeni e per intraprendere nuove vie per favorire il benessere della persona. Anzi di solito in occidente il fine con cui si studia la meditazione a livello accademico è proprio quello di scoprire nuove strade per curare stress, disagio mentale, dolore fisico o correggere disturbi psicosomatici.

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In realtà la meditazione, con tutto quello che comporta, rientra in una serie di tecniche psicofisiologiche ormai scoperte da millenni e spesso insegnate da personaggi famosi. Questi metodi ascetici permetterebbero all’uomo e alla donna di trascendere i limiti ordinari della coscienza, proiettandosi oltre, con la conseguenza di scoprire l’essenza di sé stessi, della natura, esplorare diverse dimensioni sconosciute del cosmo e, infine, incontrare il divino.

Sarebbe banale ridurre la meditazione ad un semplice espediente per stare meglio in salute o con noi stessi (anche se questo risultato non è a dir vero poca cosa…). La meditazione, quando viene raggiunta dal soggetto, è una vera e propria porta verso nuove esperienze interiori, a volte travolgenti, che spalancano alla persona una nuova visione di sé e della vita.

La meditazione è stata finora appannaggio delle scuole di formazione religiosa, spesso insegnata addirittura in forma riservata e non a tutti, sia in Oriente che in Occidente. Il fatto che alcune tecniche per raggiungere lo stato di coscienza comunemente chiamato “meditazione” siano state rese accessibili alle masse non esclude nulla del valore intrinseco della meditazione e delle sue reali possibilità.

Ancora oggi non ci sono idee chiare su cosa si possa chiamare o no con questo termine e in letteratura si trovano varie opinioni e correnti di pensiero che tendono ad omologare i vari tipi di meditazione e altre che cercano invece di distinguerle in base alle peculiarità di ognuna e soprattutto in base ai risultati che danno sia a livello fisico che mentale.

La medicina e la psicologia, dicevamo, si sono molto interessate alla meditazione facendo notevoli scoperte a carattere neurofisiologico e psicofisiologico osservando dal vivo i soggetti durante esercizi di meditazione afferenti a varie Scuole e quindi a varie tecniche meditative. I risultati, a volte banali, a volte sorprendenti, hanno appassionato molti studiosi cosicché sta nascendo un nuovo filone di studi in questa direzione.

Ma cos’è in realtà la meditazione? Cosa succede davvero nel nostro cervello e nella nostra mente quando il soggetto, spesso dopo mesi o anni di duro esercizio, riesce ad accedere a questi nuovi stati di coscienza?

Ne parleremo martedì 20 marzo con Massimiliano Galastri. Vi aspettiamo anche con le vostre domande e curiosità!


Per informazioni:


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