28 Marzo 2017 – Immagini del Cielo

Piramidi, monoliti e luoghi misteriosi dal Messico al Perù all’Isola di Pasqua

A Firenze presso la sezione dell’Associazione Archeosofica, Lungarno Guicciardini 11/r, Martedì 28 Marzo alle ore 21 prosegue la rassegna “Cronache di civiltà scomparse” con la conferenza di Alessandro Mazzucchelli dal titolo “Immagini del Cielo: piramidi, monoliti e luoghi misteriosi dal Messico al Perù, all’Isola di Pasqua”. Ingresso libero.

Fin dalle più antiche sculture mesoamericane conosciute, quelle Olmeche, troviamo raffigurato il serpente piumato Quetzalcoatl: in questa primissima rappresentazione viene mostrato mentre contorna la figura di un uomo, richiamando alla mente che nel simbolismo dei popoli del Messico il serpente piumato è il segno dell’origine celeste dell’uomo.

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Il culto di questa divinità – in realtà il re-dio dell’età dell’oro, alto, dalla pelle chiara, i capelli biondi e la barba, che era morto, secondo le leggende, ma che un giorno sarebbe ritornato – era fondato sui misteri della rinascita e del rinnovamento spirituale dell’uomo e del mondo intero, con tutti i suoi simboli.

In suo onore fu costruita Teotihuacan “la città dove gli uomini divengono dei”, così antica e soprattutto portatrice nella sua struttura di un sapere così elevato, che gli Aztechi ad esempio, la consideravano la fonte di tutte le loro conoscenze. Per l’archeologia in realtà “le origini di questa alta cultura sono un mistero totale” (Laurette Sejourne, Burning Water: Thought and Religion in Ancient Mexico) così “non sappiamo ancora quale lingua parlassero i Teotihuacanos, da dove venissero e che cosa successe loro” (Karl Taube, University of California, National Geographic, 12.1995).

“Il “Viale dei Morti” (di Teotihuacan), lungo oltre quattro chilometri e largo mediamente sessanta metri, venne così chiamato perché gli Aztechi, e gli spagnoli dopo di essi, credevano a torto che le decine di piramidi ai suoi lati fossero le tombe degli antichi signori della città, fatto questo che ne favorì la spoliazione ed il saccheggio sistematico” (Alessandro Benassai, Il Mistero delle Piramidi, 2012). Ma se non furono tombe allora di cosa si tratta?

Fra le conoscenze dei popoli precolombiani spicca per precisione e importanza la scienza astronomica e astrologica della quale la disposizione delle città, delle piramidi e di altri misteriosi monumenti restituisce una stupefacente testimonianza. Così come in Egitto e in Oriente anche nelle Americhe e sull’isola di Pasqua sembra quasi che uno degli scopi più importanti della costruzione dei templi fosse la riproduzione sulla Terra della disposizione celeste del Sole, della Luna, dei Pianeti del sistema solare e delle Costellazioni. Ma a quale scopo? Perché ci troviamo di fronte a costruzioni architettoniche e simboli che così coscientemente vogliono rappresentare un’immagine del Cielo sulla Terra? Ne parleremo insieme martedì.

Per informazioni:

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