28 Febbraio 2017 – Indagine sulle grandi Piramidi – parte 3

Martedì 28 Febbraio alle ore 21 a Firenze, prosegue il ciclo di incontri dal titolo “Cronache di civiltà scomparse” con la terza parte della conferenza “Indagine sulle grandi piramidi”, a commento dell’omonima opera di Alessandro Benassai, presso la Sezione dell’Associazione Archeosofica, Lungarno Guicciardini, 11/r. Relatore: Alessandro Mazzucchelli. Ingresso libero.

“La sapienza degli Egizi è molto più vasta di quanto comunemente noi possiamo supporre. Essa riflette il sapere di razze molto più antiche ed evolute, perciò non si limita soltanto al lato materiale delle cose ma trascende la materia stessa…

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… Al di sopra delle colossali costruzioni che hanno sfidato impavide i millenni, gli architetti espressero tutta una dottrina trascendentale di cui oggi noi possiamo riconoscerne alcuni particolari. Le piramidi devono essere esaminate non soltanto dal punto di vista archeologico, ma sotto quell’aspetto interiore e spirituale che era vivo nell’anima egiziana. Difatti la classe eletta dell’antico Egitto concepiva, insieme alla forma esteriore, un principio metafisico interiore, possiamo anzi dire che concepiva figure e forme grandiose sempre in relazione alla dottrina del Sole vivente. L’importanza di questi antichissimi monumenti non si fonda soltanto sulla loro superba bellezza architettonica interna, ma è la filosofia sulla quale sono basate, è la dottrina che racchiudono nei loro blocchi di granito, di porfido o di alabastro a suscitare ancora oggi ammirazione e interesse rivelandoci che i sacerdoti e re egiziani furono eredi di una saggezza tradizionale. Il tempo, distruttore inesorabile di ogni cosa, sembra aver avuto timore di quei titani che ebbero l’ardire di elevare fra l’imperversare delle tempeste di sabbia, pietra su pietra, quelle montagne geometriche che sono le Piramidi. Questi colossali monumenti costruiti per i re, dalle linee assolute ed imperiose, sono il visibile simbolo dell’Egitto misterioso, scolpito a tratti giganteschi per tutte le generazioni a venire, e forse per l’eternità”. (Tommaso Palamidessi, opera inedita)

“Sono l’Unico, procedo dall’Unico

 che persegue la sua corsa circolare.

Sono il Fanciullo che cammina sulla strada di ieri.

Non morrò più.

Sono colui che si leva e risplende.

Sono tuo figlio, o grande Essere,

ho visto le cose nascoste che ti appartengono.”

(dal Libro Egiziano dei morti)

Per informazioni:

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