24 Gennaio 2017 – Da Atlantide all’Egitto

A Firenze, presso la Sezione dell’Associazione Archeosofica, Lungarno Guicciardini, 11/r, prosegue il ciclo di incontri  “Cronache di civiltà scomparse”, a commento dell’opera di Alessandro Benassai “Indagine sulle grandi Piramidi”, con la terza parte della conferenza dal titolo “Da Atlantide all’Egitto”, Martedì 24 gennaio alle ore 21. Relatore: Alessandro Mazzucchelli. Ingresso libero.

Ecco un breve estratto …

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… dal testo “Il problema della cronologia egiziana” di Alessandro Benassai:

“L’improvvisa comparsa di una civiltà complebetamente sviluppata già con la I Dinastia non è ammissibile senza un lungo retaggio sapienziale. I reperti predinastici della valle del Nilo mostrano già un livello di cultura e una evidente ricerca di perfezione nell’esecuzione architettonica.

“Non c’è dubbio – scrive nel 1954 Zaki Y. Saad – che durante la I Dinastia gli antichi Egizi fossero già altamente civilizzati e molto progrediti rispetto ad altre popolazioni. Un semplice sguardo alle loro costruzioni rinvenute negli scavi di Helwa’n vicino al Cairo conferma l’eccellente livello architettonico”.

L’archeologo Walter B. Emery scrive: “I nuovi scavi della tomba del Visir Hemaka a nord di Saqqara condussero a scoperte così sorprendenti e sensazionali che alla fine si decise di esplorare con attenzione e in dettaglio l’intera zona … I risultati di tali scavi mostrano che la civiltà del periodo arcaico era stata ben più progredita di quanto non si supponesse”.

… Anche il Papiro di Torino conferma che prima del regno di Menes, fondatore della prima Dinastia faraonica, vivevano i venerabili “Compagni di Horo”, i Shemsu-Horo che avevano mantenuto il potere per migliaia di anni:

“Regnarono prima i Compagni di Horo, 23.200 anni”.

Un’iscrizione del tempio di Dendera ricollega la “venerabile organizzazione” del culto cittadino ad un rotolo in pelle dell’epoca dei “Compagni di Horo”.

Il periodo citato di 23.200 anni del regno dei Shemsu-Horo corrisponde abbastanza bene al periodo dell’impero delle tre Dinastie Divine citato da Manetone (circa 24.900). Un’ennesima testimonianza per considerare l’Impero delle Dinastie Divine con una base storica e non, come alcuni pensano, frutto dell’invenzione fantasiosa e puerile di Manetone, ritenuto verace solo per quello che torna comodo. Un’altra testimonianza sono i cartigli dei re predinastici. Il Papiro di Torino conferma l’esistenza storica delle Dinastie Divine di Manetone facendo risalire l’origine dell’impero egiziano ad una civiltà di cui non restano tracce, antica di decine di migliaia di anni alle quali i sacerdoti di Ra facevano risalire l’origine del loro impero”.

Per informazioni:

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