13 Dicembre 2016 – Da Atlantide all’Egitto

A Firenze, presso la Sezione dell’Associazione Archeosofica, Lungarno Guicciardini, 11/r, prosegue il ciclo di incontri dedicati a  “Cronache di civiltà scomparse”, a commento dell’omonima opera di Alessandro Benassai, con la conferenza dal titolo “Da Atlantide all’Egitto”, Martedì 13 Dicembre alle ore 21. Relatore: Alessandro Mazzucchelli. Ingresso libero.

Ecco alcuni brevi estratti dal testo Cronache di civiltà scomparse di Alessandro Benassai …

banner-cronache-06

… “Già prima del disastro dell’80.000 gli Atlantidei governavano l’Egitto. Sembra che furono i loro architetti a costruire le grandi piramidi di Giza che servirono come templi permanenti per le cerimonie segrete e come santuari, resistenti ai millenni, muti custodi dei segreti della loro scienza.”

… “L’ondata atlantica causata dall’affondamento dell’isola di Poseidone si diresse verso ovest infrangendosi sulle coste del Portogallo. Le acque invasero il Mediterraneo mentre il Mare del Sahara si riversò sull’Egitto.
Quando le acque si ritirarono la Valle del Nilo divenne un desolato territorio non più limitato ad occidente dal mare calmo del Sahara ma da un’immensa palude salata che poi, con il trascorrere dei secoli, si trasformò in un deserto.
Di tutte le glorie dell’Egitto rimasero le Piramidi, torreggianti sopra una desolata
solitudine.”

… “Reperti antropologici parlano di resti umani di razze differenti localizzati al Delta del Nilo, Oasi del Fayum, Giza, altri nei pressi di Edfu, Kom Ombo, Nekheb, Dendera. La popolazione che s’insediò a nord vicino al Fayum, ma nei pressi della riva occidentale del Nilo, e a sud vicino Abydo, risulta altamente progredita rispetto agli indigeni; dai documenti si evince che fu esperta nella navigazione e nell’osservazione astronomica. Tra i simboli principali c’era il Toro, adottato da Narmer, primo re della Prima Dinastia faraonica.”

…”Rimane un mistero come gli Egiziani siano riusciti ad estrarre, tagliare con precisione, trasportare e sollevare blocchi di 200 tonnellate non conoscendo, secondo convinzioni comunemente accettate, neppure la ruota. Così come rimane un mistero come fecero i costruttori del primo antichissimo Tempio di Baalbek ad estrarre enormi blocchi di roccia e squadrarli in perfetti parallelepipedi.
Il basamento è ciò che rimane di questo tempio solare preistorico. Tre grandi blocchi costituiscono il cosiddetto trilithon del peso complessivo di circa 3.000 tonnellate.
Un quarto blocco di dimensioni ancora maggiori, lungo circa 25 metri x 5 x 4,5, del peso di oltre 1.500 tonnellate, venne improvvisamente abbandonato ad ottocento metri dalla struttura e da lì nessuno l’ha mai più spostato.
Lo stesso discorso vale per i costruttori della maestosa Piramide del Sole e di tutto il complesso di Teotihuacan; per gli scultori delle statue rituali presenti sull’isola di Pasqua, tra le quali un gigantesco Moai alto più di 20 metri pesante oltre 150 tonnellate; per gli architetti della gigantesca struttura, oggi sommersa, di Yonagumi, paragonabile al complesso pre-Inca di Machu Picchu.”

Per informazioni:

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...