29 Novembre 2016 – L’uomo sulla Terra: il continente Iperboreo e la Lemuria

A Firenze, presso la Sezione dell’Associazione Archeosofica, Lungarno Guicciardini, 11/r, prosegue il ciclo di incontri dal titolo “Cronache di civiltà scomparse”, a commento dell’omonima opera di Alessandro Benassai, con la conferenza dedicata a ’“L’uomo sulla Terra: il continente Iperboreo e la Lemuria”, Martedì 29 Novembre alle ore 21. Relatore: Alessandro Mazzucchelli. Ingresso libero.

Ecco alcuni brevi estratti dal testo Cronache di civiltà scomparse di Alessandro Benassai …

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…”L’Umanità non procede dal regno animale, non è una evoluzione del regno animale dal quale si distingue sia come corpo biologico che come psiche, così come non vi è nessun anello di congiunzione tra la vita organica e il regno minerale, perché il regno vegetale non deriva dall’evoluzione del regno minerale, così come il regno animale non evolve da quello vegetale.”

… “Dove e quando avvennero le trasformazioni ipotizzate non viene spiegato dagli attuali resoconti circa le origini del genere umano, ci sono molti vuoti nella presunta documentazione delle origini dell’uomo.
L’esistenza dell’uomo pone una domanda, e per ciascuno di noi è un quesito personale la ricerca dello scopo della propria esistenza. Siccome ogni essere si trova più o meno nella stessa situazione, il problema è generale, collettivo oltre che personale.
La domanda è questa: qual è lo scopo dell’esistenza, perché, a quale fine esiste l’umanità?”

… “Il Continente Iperboreo, così chiamato dopo il suo congelamento, occupava l’Asia settentrionale e univa la Groenlandia alla Kamcatka ed era limitato a sud da un grande mare. Ne facevano parte lo Spitzberg, le parti più settentrionali della Svezia e della Norvegia e l’estremità settentrionale della Siberia. La Baia di Baffin era terra ferma, incluse le isole che ora vi si trovano. Il clima era tropicale e una vegetazione lussureggiante copriva le pianure soleggiate. Il mare che a sud limitava questa fiorente terra copriva il deserto di Gobi, il Tibet e la Mongolia.”

… “Il nome Lernuria deriva dal problema che Darwin aveva posto: se specie simili si erano evolute in un dato luogo a partire da un antenato comune, come spiegare l’esistenza di animali come il lemure che vive principalmente nel Madagascar ma si ritrova anche in India, Africa e nell’arcipelago malese? Come erano riusciti questi animali ad attraversare l’oceano indiano? La risposta più ovvia era postulare l’esistenza di una continuità di territorio all’epoca in cui i lemuri si evolvevano. Uno zoologo inglese, Philip Sclater,  suggerì di chiamare questo antico continente Lemuria.
Quando la Lemuria raggiunse la sua massima estensione nel Giurassico, vi fu un improvviso inclinarsi dell’asse terrestre che provocò potenti cataclismi e grandi cambiamenti climatici che investirono il continente nord boreale. I raggi del Sole non scaldarono più quella terra fiorente, neve e ghiaccio ricoprirono le foreste e i grandi animali che le abitavano furono estinti dalle lunghe gelide notti. La Groenlandia, l’antica Terra Verde, e lo Spitzberg sono tutto ciò che resta dell’arcaico continente Iperboreo.”

Per informazioni:

 

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