Archeosofia a Firenze

3 e 17 Luglio 2016 – 2 Workshop: Distillazione, oli essenziali, aromaterapia

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L’uso delle piante aromatiche, di essenze e resine è testimoniato da tempi antichissimi.

Noi oggi usiamo il termine “Aromaterapia” coniato ai primi del ‘900 dal chimico francese Gattefossè, dando così il nome a una pratica antichissima: quella di  applicare sulla pelle o inalare o ingerire le sostanze aromatiche estratte da piante, fiori ed erbe a scopi terapeutici, igienici, cosmetici e per uso rituale.

Scopriamo l’uso rituale dei profumi estratti dalle piante in moltissime civiltà antiche, basti pensare all’incenso che si brucia ancora durante le celebrazioni religiosi. Il termine stesso “profumo” deriva da “per-fumum” cioè attraverso il fumo, dal momento che i primi profumi consistevano in aromi bruciati, in offerta agli dei e agli antenati.

Era  anche nota l’influenza dei diversi profumi sulla psiche.

In India, Cina, Giappone, come in Egitto e poi in Grecia e tra gli Etruschi e i Romani, le essenze aromatiche rivestirono grande importanza nell’uso cultuale e nella vita di tutti i giorni.

Numerose testimonianze indicano l’antichità di queste pratiche e la moderna archeologia ne porta sempre di nuove, come l’estrazione delle essenze tramite distillazione testimoniata dal ritrovamento di un alambicco in terracotta nell’isola di Cipro insieme ad altri manufatti facenti parte di un  grande laboratorio, risalenti al 1800 a.C. L’alambicco ricostruito e provato si è dimostrato perfettamente funzionante  per l’estrazione degli oli essenziali. Anche in Pakistan ci sono stati ritrovamenti  di questo tipo, riconosciuti come distillatori, molto simili a quelli usati secoli dopo.

La distillazione, strettamente legata alla pratica alchemica, era utilizzata in Egitto in tempi antichissimi, negli splendidi laboratori annessi ai templi e alle scuole di medicina come spiega Tommaso Palamidessi nel suo interessantissimo testo “Alchimia teorica e pratica ermetica”.

L’uso delle essenze aromatiche estratte dalle piante, ben lungi da essere una pratica legata solo al passato, apre la via a terapie del futuro. Infatti, per le loro caratteristiche  particolarissime, chimiche, fisiche ed elettriche, gli oli essenziali possono essere considerati “la più pura forma d’energia che l’uomo possa inserire nel proprio organismo”.

In questo senso indaga anche  Jean Valnet, medico francese, che alla metà del secolo scorso riporta in auge il valore degli oli essenziali e lo fa conoscere al grande pubblico con i suoi importanti libri che ancora oggi fanno scuola, frutto della sua personale esperienza clinica.

Contenute in piccole quantità in alcuni organi delle piante definite “ad oli essenziali”, queste sostanze aromatiche hanno proprietà straordinarie, molto potenti, ma non sono innocue; occorre conoscerli meglio, visto che oggi sono diventati di moda e sono presenti in tantissimi prodotti e quindi se ne fa un grande uso non sempre appropriato.

Sono attivi in piccolissime quantità e possono diventare tossici se non bene utilizzati e se la qualità non è ottima.

 

Le virtù delle diverse piante ad oli essenziali, i metodi di estrazione,  le varie applicazioni con numerose preparazioni pratiche, saranno l’oggetto di 2 Workshop intensivi Domenica 3 e Domenica  17 luglio, a cura di Fiorenza Mascione, Erborista,  presso la Sezione fiorentina dell’Associazione Archeosofica.


PROGRAMMA

DOMENICA 3 LUGLIO

Mattina (ore 10-13)

Preparazioni Pratiche:

Pomeriggio  (ore 15-18)

Preparazioni Pratiche:


DOMENICA  17 LUGLIO

Workshop:  IL GIARDINO DEI PROFUMI:  profumi naturali con oli essenziali

Mattina  (ore 10-13)

Domenica pomeriggio  (ore 15-18)

La preparazione dei profumi

Preparazioni pratiche:


E’ possibile partecipare a uno solo dei due Workshop o a entrambi.

Per informazioni e iscrizioni:

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