29 Marzo 2016 – Esperienze fuori dal corpo

Inizia Martedì 29 Marzo alle ore 21 a Firenze, con la conferenza di Alessandro Mazzucchelli  dal titolo “Uno sguardo nell’aldilà, esperienze fuori dal corpo”, un ciclo di 6 appuntamenti  a ingresso libero – 3 in città nella sede dell’Associazione Archeosofica e 3 a San Casciano V.P. presso la saletta della Biblioteca comunale – dedicati a tematiche “di confine”. Questi incontri organizzati dalla Compagnia Teatrale Archeosofica vogliono introdurre quello che sarà il tema della commedia “Fantasmi e tavolini parlanti”, di Elisabetta Meacci, in scena al Teatro Niccolini di San Casciano Sabato 16 Aprile alle ore 21.

Il secondo incontro dal titolo “Angeli e Spiriti” a cura di Fiorella Falli e Caterina Savasta sarà Giovedì 31 Marzo alle ore 21 a San Casciano. Ingresso libero.

La morte insieme alla nascita è uno dei due momenti più importanti della vita umana, l’inizio e la fine. Sebbene essa sia al centro di gran parte dei media, di spettacoli, rappresentazioni teatrali; sebbene venga esorcizzata e a volte persino esasperata nei film e nelle serie tv, tuttavia la morte in quanto tale costituisce ancora un tabù della nostra società contemporanea. Il fascino e l’interesse che suscita questo fenomeno sono in certo qual modo il segno che, dietro l’evento del trapasso, si nasconde un grande mistero che appena adesso inizia ad essere intravisto dalla scienza contemporanea, ma che da secoli è indagato dalle tradizioni misteriche e religiose…

In effetti che cos’ è il processo della morte e qual’è il destino della vita dopo la morte? In ultima analisi che cosa è la morte?

Secondo la scienza medica la morte è un processo di cessazione delle attività fisiologiche. Queste attività sono cardiache, respiratorie, cerebrali. In mancanza di queste attività certamente il corpo fisico è morto. In particolare da un punto di vista legale la persona viene considerata morta quando si assiste ad una permanente assenza di attività elettrica della corteccia cerebrale. Questa definizione poggia le sue fondamenta sulla convinzione che la coscienza umana risieda nella corteccia cerebrale e quindi che dopo qualche ora di assenza di stimoli elettrici in tale zona del cervello, siamo in presenza di una morte definitiva.

Da questo punto in poi la scienza contemporanea non investiga.

Non solo non investiga ma la comunità scientifica ritiene persino impossibile il poterlo fare. Infatti uno dei problemi che attualmente ostacolano l’indagine sulla vita dopo la morte è il dogma culturale profondissimo e assoluto che “non si può sapere cosa c’è dopo la morte”.

Perché “non si può” sapere? A questa semplice domanda si oppone la risposta comune: “Non si può sapere cosa c’è dopo la morte perché nessuno è morto ed è tornato indietro a raccontarcelo”.

Ma abbiamo le testimonianze di moltissimi casi scientificamente documentati e accertati di persone che sono morte e sono tornate a raccontarci cosa c’è oltre la morte.

Si tratta delle famose “esperienze ai confini della morte” o “esperienze di pre-morte” (in inglese NDE, Near Death Experience).

Oltre a questo abbiamo l’altra faccia della medaglia: miti, leggende, folclore e testimonianze in tutte le epoche e a tutte le latitudini di persone viventi che hanno percepito, sentito o visto dei defunti: dai sussurri ai cigolii, dai sogni vividi alle apparizioni dei fantasmi, sembra che il confine fra l’aldilà e il nostro mondo non sia così impenetrabile.

I casi più studiati sono quelli catalogati come “Esperienze fuori dal corpo” (out-of-body experience, acronimo OBE o talvolta OOBE).

Si tratta di esperienze molto particolari che in genere comportano una sensazione di fluttuare al di fuori del proprio corpo e, in alcuni casi, percepire e vedere il proprio corpo fisico da un luogo al di fuori del corpo stesso.

È un fenomeno che in alcuni casi avviene spontaneamente mentre in altri può venire provocato deliberatamente soprattutto nello stato in cui la coscienza si trova in bilico tra veglia e sonno, quando non sono infrequenti episodi di trance spontanea al momento della comparsa del sonno, spesso preliminari a uno “slittamento” o “scivolamento” che conduce a un’esperienza fuori dal corpo fisico, che in molti casi porta, volutamente o meno, a un contato diretto con il mondo dell’aldilà.

Thomas Edison usava porsi in questo stato quando doveva lavorare ai problemi che gli ponevano le sue invenzioni. Salvator Dalì lo faceva per ottenere visioni che ispirassero i suoi dipinti.

La sperimentazione della “separazione ermetica” o sdoppiamento consente di spostare la coscienza, che ordinariamente è sveglia solo nel corpo fisico in un altro “veicolo”, un po’ come un palombaro che si immerge in mare, esplora i suoi abissi, ma rimane collegato alla nave con i tubi di aereazione e il telefono, e poi rientra togliendosi lo scafandro.

L’utilità di queste esperienze è fuori causa, per l’esplorazione dei mondi normalmente invisibili e perché allentano i nodi che legano fra loro i diversi corpi sottili, e sono quindi preliminari a un ulteriore sviluppo di una nuova coscienza.

Per informazioni:

 

Esperienze 2

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Volantino-retro-Fi-SCasciano-Fantasmi-Apr2016-web

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