19 Maggio 2015 – La via dei Misteri

Martedì 19 Maggio, alle ore 21.15, incontro a ingresso libero dal titolo “La via dei Misteri”. Relatrice: Fiorenza Mascione. Presenteremo alcuni dei temi relativi a questo argomento, esposti nel Quaderno di Archeosofia n°4: “Introduzione ai Misteri Minori e Maggiori” di Tommaso Palamidessi.
L’uomo fin da quando è apparso sulla terra si è posto domande sul proprio destino e sullo scopo dell’esistenza, sul perché, dopo una vita di lotte faticose e conquiste, e anche di sofferenze, dovesse discendere nell’oblio e nell’incertezza della morte.
Per lottare contro l’incoscienza spirituale della morte ed i risvegli in un aldilà pauroso, tormentoso, nell’antichità si formarono diversi culti misterici con riti che commemoravano un tema mitico, riguardanti una divinità patrona del “Mistero”. Vi furono i misteri di Osiride e Iside nell’antico Egitto, quelli di Mitra in Persia, i misteri di Dioniso, di Zeus e della Signora del Labirinto a Creta, di Demetra e Kore ad Eleusi, di Artemide, dei Cabiri di Samotracia e tanti altri.
Nel corso dell’incontro di martedì sera getteremo uno sguardo su alcuni aspetti dei “Misteri”: cosa si nasconde dietro l’intricato tessuto di miti e simboli, a volte paradossali? Perché era così importante parteciparvi? Quali cose vi si apprendevano di così vitale importanza? Oggi che l’umanità è entrata in un periodo di intensa crisi dei valori spirituali, possiamo apprendere ancora qualcosa sollevando il velo di questi antichi Misteri?


Ricchi di simboli, volutamente ermetici, i Misteri antichi affascinano le menti di chi è assetato di conoscenza e si trova a visitare i luoghi dove furono celebrati ed hanno lasciato le loro vestigia, quasi volessero da quel lontano tempo cercare di svegliare ancora il viandante inquieto e porgli le stesse domande sull’ignoto.
Un fondo comune si scopre nei diversi culti, che riguarda una terapia da apportare allo stato presente dell’uomo comune, un risveglio spirituale che ruota attorno al grande mistero della morte e della rinascita.
Attraverso un rituale simbolico, che rappresentava la trama mitica, i partecipanti dovevano sperimentare e vivere realmente arcane vicende per acquisire la conoscenza e realizzare, alla fine del percorso, una trasformazione nel Nume patrono del Mistero.
Ma questa via non era per tutti, solo per chi era ritenuto degno, e dopo avere superato diverse prove, si dimostrava il migliore. Il vincitore delle prove era ritenuto capace di intraprendere e percorrere la strada dei Misteri, una via di difficile accesso, interdetta ai mediocri.
I “Misteri” nei tempi antichi forgiarono gli uomini migliori e anche le società; alle iniziazioni misteriche vollero partecipare elementi di genio come Mosè, Pitagora, Platone, Porfirio , Apuleio, solo per nominarne alcuni.
Gli stessi “Misteri” li riscopriamo nel Cristianesimo delle origini, suddivisi come da tradizione in Minori e Maggiori, ma con uno spirito nuovo.

Per informazioni:

Tempio egizio - di Alessandro Benassai

Tempio egizio – di Alessandro Benassai

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