14 aprile 2015 – Esperienze fuori dal corpo

Martedì 14 Aprile alle ore 21.15, parliamo di “Esperienze fuori dal corpo” (out-of-body experience, acronimo OBE o talvolta OOBE). Ingresso libero. Relatore: Alessandro Mazzucchelli.
Si tratta di esperienze molto particolari che in genere comportano una sensazione di fluttuare al di fuori del proprio corpo e, in alcuni casi, percepire e vedere il proprio corpo fisico da un luogo al di fuori del corpo stesso…

È un fenomeno che in alcuni casi avviene spontaneamente mentre in altri può venire provocato deliberatamente soprattutto nello stato in cui la coscienza si trova in bilico tra veglia e sonno, quando non sono infrequenti episodi di trance spontanea al momento della comparsa del sonno, spesso preliminari a uno “slittamento” o “scivolamento” che conduce a un’esperienza fuori dal corpo fisico.
Thomas Edison usava porsi in questo stato quando doveva lavorare ai problemi che gli ponevano le sue invenzioni. Salvator Dalì lo faceva per ottenere visioni che ispirassero i suoi dipinti.
Ma, oltre all’esperienza spontanea, lo sdoppiamento può essere provocato: “mente sveglia, corpo addormentato” o, come dicevano gli alchimisti, “separare il sottile dallo spesso”: “Lo sdoppiamento ottenuto di spontanea volontà, con fredda determinazione, è ciò che gli alchimisti definirono “la separazione alchemica” o l’operazione prima dell’Arte ermetica. Nel gergo mimetizzatore, gli alchimisti di tutti i tempi hanno dato nomi diversi al fenomeno artificiale dello sdoppiamento, allo scopo di confondere i profani: dissoluzione, estrazione, preparazione del Mercurio dei Saggi, morte, denudamento, riduzione alla Materia prima, ecc. Senza questa preliminare esperienza, il cammino della perfezione non è fruttuoso” (Tommaso Palamidessi, “Come sdoppiarsi e viaggiare nei mondi soprasensibili – Tecniche archeosofiche e loro applicazioni”, Quaderno n°6 della collana archeosofica).
La sperimentazione della “separazione ermetica” o sdoppiamento consente di spostare la coscienza, che ordinariamente è sveglia solo nel corpo fisico in un’altro “veicolo”, un po’ come un palombaro che si immerge in mare, esplora i suoi abissi, ma rimane collegato alla nave con i tubi di aereazione e il telefono, e poi rientra togliendosi lo scafandro.
L’utilità di queste esperienze è fuori causa, perché allentano i nodi che legano fra loro i diversi corpi sottili, e sono quindi preliminari a un ulteriore sviluppo di una nuova coscienza.

Immagine opera di Alessandro Benassai

Immagine opera di Alessandro Benassai

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